"Dolce papà", così si chiamano quegli uomini di mezza età che decidono di "prendere sotto la propria ala" le ragazze adolescenti e dar loro la possibilità di sopravvivere.
Sembra una bella cosa, ma non lo è. Questi uomini sembrano generosi, ma non lo sono. Si tratta, nel 30% dei casi, di sieropositivi che "affittano" amanti-teenager e, in cambio di favori sessuali, e magari anche della trasmissione della malattia, le mantengono.
Ciò avviene in alcune parti dell'Africa, e in Malawi, dove questa pratica è molto diffusa, è stato fatto un esperimento, partito dalla Banca Mondiale.
3.800 ragazze, di età compresa tra 13 e 22 anni, sono state divise in due gruppi.
A quelle che facevano parte del primo sono stati garantiti 10 dollari al mese e il pagamento della retta scolastica, a patto che loro si impegnassero a frequentare le lezioni con regolarità.
Alle ragazze del secondo gruppo, invece, non veniva dato nulla.
Dopo un anno e mezzo, la percentuale di ragazze appartenenti al primo gruppo che avevano contratto l'infezione da HIV era diminuita del 60% rispetto a quelle del secondo gruppo.
Sicuramente, il metodo utilizzato per allontanare le giovani donne ad una vita di sfruttamento e prostutizione è stato poco ortodosso, ma visti i risultati sorprendenti, si è deciso di ricorrere a questo espediente anche in Zimbabwe.
Vita dura, perciò, per gli "sugar daddy", dal momento che le strade di Harare (Zimbabwe) sono state coperte da cartelloni pubblicitari che recitano più o meno così : "Il tuo futuro è più luminoso senza un dolce papà".

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