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giovedì 7 aprile 2011

Come non cedere alle lusinghe di un "dolce papà"

"Dolce papà", così si chiamano quegli uomini di mezza età che decidono di "prendere sotto la propria ala" le ragazze adolescenti e dar loro la possibilità di sopravvivere.

Sembra una bella cosa, ma non lo è. Questi uomini sembrano generosi, ma non lo sono. Si tratta, nel 30% dei casi, di sieropositivi che "affittano" amanti-teenager e, in cambio di favori sessuali, e magari anche della trasmissione della malattia, le mantengono.

Ciò avviene in alcune parti dell'Africa, e in Malawi, dove questa pratica è molto diffusa, è stato fatto un esperimento, partito dalla Banca Mondiale.

3.800 ragazze, di età compresa tra 13 e 22 anni, sono state divise in due gruppi.
A quelle che facevano parte del primo sono stati garantiti 10 dollari al mese e il pagamento della retta scolastica, a patto che loro si impegnassero a frequentare le lezioni con regolarità. 
Alle ragazze del secondo gruppo, invece, non veniva dato nulla.

Dopo un anno e mezzo, la percentuale di ragazze appartenenti al primo gruppo che avevano contratto l'infezione da HIV era diminuita del 60% rispetto a quelle del secondo gruppo.

Sicuramente, il metodo utilizzato per allontanare le giovani donne ad una vita di sfruttamento e prostutizione è stato poco ortodosso, ma visti i risultati sorprendenti, si è deciso di ricorrere a questo espediente anche in Zimbabwe.

Vita dura, perciò, per gli "sugar daddy", dal momento che le strade di Harare (Zimbabwe) sono state coperte da cartelloni pubblicitari che recitano più o meno così : "Il tuo futuro è più luminoso senza un dolce papà".

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