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venerdì 8 aprile 2011

Mamme sempre più sole in Italia



Che fare la mamma comportasse sacrifici, lo si sapeva, ma che, tra le rinunce permanenti, si dovesse accantonare la propria realizzazione personale, si pensava fosse una questione obsoleta e superata.

E invece no. A stroncare le aspettative delle madri italiane, desiderose di avere in figlio ma anche di continuate la propria carriera professionale, ci sono i dati, allarmanti e incresciosi.

In tutta Europa, infatti, il numero delle donne-mamme che lavorano cala paurosamente dal secondo figlio in poi, per veder aumentare, invece, l'occupazione degli uomini, quasi che il sostentamento della famglia fosse ancora, e banalmente, totale appannaggio dei "maschi" di casa.

E la situazione, benchè sia un male comune delle zone Euro, peggiora sensibilmente in Italia, dal momento che siano, insieme a Malta, il fanalino di coda di questa triste statistica. Inutile spiegare questo risultato appellandoci al "cuore delle mamme italiane", basta con i luoghi comuni!
La verità è che noi, seppur mamme affettuose e amorevoli, desideriamo esprimere le nostre capacità, qualunque esse siano, anche al di fuori della famiglia, per poi tornare a casa più felici e realizzate.
E a dimostrarlo parlano, ancora una volta, le statistiche, poichè nei luoghi dove asili nido e servizi pubblici funzionano, il numero delle mamme che lavorano aumenta sensibilmente.

Ma chi ci aiuta in questo percorso? Possibile che una madre lavoratrice debba sempre essere in contro tendenza? E possibile che la realtà nazionale sia così disomogenea e disorganizzata?
Abbiamo appena festeggiato i 150 dell'unità d'Italia, ma se ci fossero maggiori aiuti alle famiglie, forse ci sentirenno più orgogliosi di far parte di questo Paese.

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