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lunedì 28 marzo 2011

Parto in taxi...con sovratassa!

Immaginate questa scena :
Siete incinte, al nono mese, e, all’improvviso arrivano quei dolori al basso ventre che vi fanno capire che il momento tanto atteso è arrivato. Siete in strada, però, e, non avendo nessuno con voi, chiamate un taxi, per poter arrivare in ospedale prima possibile.

E’ difficile non farsi prendere dal panico, ma sperate che, chiunque sarà il conducente dell’auto, saprà, se non aiutarvi concretamente, confortarvi con qualche parola affettuosa.
In fondo, una donna che sta partorendo dovrebbe suscitare benevolenza e comprensione, no? E poi, non accadeva forse la stessa cosa nel film “Senti chi parla”? Il taxista, quando realizzava che la sua passeggera, oltre ad essere visibilmente incinta, perdeva le acque sul sedile posteriore della vettura, accelerava e nel frattempo cercava di aiutare la quasi mamma suggerendole come respirare. Ma non solo! Una volta giunti in ospedale, assisteva al parto e si innamorava della partoriente, con lieto fine commovente.

Si sa, però che certe cose accadono solo nei film e, nella realtà, nessuna puerpera si aspetterebbe di fare colpo sul conducente del taxi, ma un po’ di comprensione invece sì, la vorrebbe!
Purtroppo, però, il primo vagito di un neonato non provoca in tutti la stessa reazione e, al posto di una comprensibile commozione e tenerezza, può accadere che questo evento sia salutato con fredda indifferenza.

Ne sa qualcosa Melissa Crosdale, una giovane donna londinese, che ha vissuto in prima persona un’avventura sconvolgente. Si stava recando all’University Hospital quando le si sono rotte le acque e, al termine della corsa, la sua bambina era già nata. Neanche il tempo di essere soccorsa dai medici, poiché la piccola aveva troppa fretta di nascere.
La neomamma perciò aveva fatto tutto da sola, e al suo arrivo al pronto soccorso è stata semplicemente constatata la nascita di una bimba, fortunatamente sana, come la sua coraggiosa mamma.

Ma Melissa, oltre alle dichiarazioni di rito, aveva ben altro da dire, e in direzione del guidatore del taxi che, sì, l’aveva portata tutta intera all’ospedale, ma senza mai voltarsi per capire cosa stesse accadendo. Il suo unico pensiero era il tassametro, che continuava a salire, nonostante la situazione d’urgenza, e alla fine, invece di congratularsi e aprire la portiera a Melissa, le chiedeva il conto della corsa con una sovratassa. Il motivo? Aver macchiato il sedile posteriore!

Insomma, la storia ha dell’incredibile, ma è successa davvero e, per la sua assurdità, sta facendo il giro del mondo.
Chissà se si pentirà, quell’uomo, del suo comportamento, certo è che potrebbe diventare soggetto per un film. Questa volta, però, non si tratterebbe di una commedia romantica, bensì di un horror!

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