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venerdì 25 marzo 2011
Grassi contro magri
Mi è capitato ieri di vedere un programma sul canale Real Time che mi ha colpita molto.
Si chiama “Grassi contro Magri” e, a dispetto del nome, che fa pensare ad una imbarazzante quanto inutile sfida, è una trasmissione utile per chi ha gli stessi problemi dei protagonisti.
Ad ogni puntata si segue la vita, e soprattutto le abitudini alimentari, di due persone, una magra e una grassa, per poi “fotografarle” letteralmente e psicologicamente. I due protagonisti sono costretti a vedere davanti a sé le gigantografie dei loro corpi, per rendersi conto del male che stanno facendo a loro stessi.
Può essere brutale, inizialmente, costringere i malcapitati ad un faccia a faccia così sconcertante, ma rappresenta un primo, importantissimo passo verso una presa di coscienza della propria situazione.
Guardare le costole che traspaiono sotto la pelle, o un corpo informe a causa del grasso eccessivo non fa piacere, ma fa riflettere sulla strada che si sta percorrendo, assolutamente sbagliata, ma correggibile.
Non si tratta di una semplice questione estetica, perché ai protagonisti, mentre osservano le loro foto, viene spiegato il rischio al quale la loro salute è sottoposta. Non solo, perciò l’apparenza viene devastata da decisioni drastiche ed errate dal punto di vista dell’alimentazione, ma anche la sostanza.
Dopo questo approccio, forte ma inevitabile, viene proposto un altro passo decisamente difficile : ai due vengono scambiati i piatti a colazione, pranzo e cena. Mangiano insieme, di fronte, e uno è costretto a inghiottire schifezze e cibi grassi, l’altro invece deve accontentarsi di frutta, verdura, generalmente scondite, e poco più.
E’ una prova dura, per entrambi, perché non è difficile solo abitarsi a mangiare poco. Anche ingerire grandi quantità di cibo, per chi questa abitudine non ce l’ha, è una sofferenza. Ma la tenacia e la voglia di cambiare permette loro di superare, o almeno affrontare, questo ostacolo.
Alla fine della giornata, interviene una specie di “personal trainer” che, se ce ne fosse ancora bisogno, li motiva ancora di più a cambiare le proprie abitudini alimentari illustrando i benefici che potrebbero trarre da una dieta corretta, sana e varia.
Da quel momento, per 12 settimane, dovranno seguire il regime scelto per loro e osservare come il corpo cambia, diventando più reattivo, più forte e, quindi, vivo.
Insomma, quello che all’inizio mi sembrava un programma disgustoso, alla fine si è rivelato quasi educativo e la cosa che più fa riflettere è che, finché non si sbatte la testa contro i propri errori, non si avrà mai la spinta giusta per invertire la rotta.
I cambiamenti passano anche da una forte consapevolezza di sé e di ciò che si vuole diventare.
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