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lunedì 21 marzo 2011

Mamma e figlia parenti di ovuli

In questi ultimi giorni, le notizie che riguardano maternità e bambini tengono banco. Dopo le madri surrogate e i bambini in vendita, ora leggo la notizia di una mamma che ha deciso di congelare i suoi ovuli per donarli a sua figlia, sterile a causa di una malattia genetica, la sindrome di Turner.madrefiglia.jpg
La bimba, che si chiama Mackenzie, ha due anni ed è nata con un solo cromosoma, quello X, e non con entrambi e, a causa di questa anomalia, non ha le ovaie.
Sua madre, Penny Jarvis, ,mamma di cinque figli e ancora molto giovane, ha così deciso che sarà lei la benefattrice, colei che permetterà alla figlia di diventare a sua volta madre.
I tempi sono quantomeno precoci, vista l’età della bimba, ma la signora Jarvis ha voluto agire d’anticipo e, ricevuta la diagnosi, ha preso la sua decisione, senza pensare alle conseguenze. Se si pensasse che, un domani, sua figlia, usando gli ovuli della madre potrebbe essere sia madre sia sorella del suo bimbo, ci si porrebbe qualche problema dal punto di vista etico. Ma una madre non pensa alle conseguenze, quando si tratta di salvaguardare la salute dei propri figli. Così si è giustificata Penny, ammettendo anche di non poter sopportare l’idea che sua figlia non possa diventare madre.
Ne ho parlato con mio figlio, quando mi ha visto che leggevo la notizia e lui, dall’alto della sicurezza dei suoi otto anni, mi ha chiesto :”Come fa, questa mamma, ad essere sicura che sua figlia vorrà dei bambini? E poi, magari preferirà adottarli, sarebbe meglio”. Poi, però, ho visto la sua fronte corrucciarsi e ammettere :”Certo che se questa mamma ha deciso di fare una cosa così, vuol dire che vuole tanto bene a sua figlia”.
Insomma, parlandone con mio figlio, ho capito che è difficile giudicare una decisione del genere. I dubbi rimangono nella mia testa, perché è lecito pensare che dovrebbe essere la diretta interessata, una volta grande, a scegliere, e non da sola, ma con quello che sarà il suo partner. Sua madre ha voluto darle una possibilità in più, ma non è detto che Mackenzie sarà disposta ad accettarla. Magari sarà lei a porsi domande che sua madre non si è fatta.
Ma davvero una madre può giustificare le sue scelte semplicemente dicendo che le ha fatte con il cuore? Anche una madre, per quanto voglia bene ai suoi figli, per quanto desideri il meglio per loro, dovrebbe capire quando è opportuno mettersi da parte.

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