Ho ascoltato il discorso di questa ragazzina in silenzio e provando commozione per tutto ciò che diceva. Pensavo che fosse avvenuto ecentemente e invece mi sono resa conto che accadeva nel 1992, quasi 20 anni fa, e le sue parole, pronunciate allora, sono più che mai attuali oggi.
Quella bambina ha zittito il mondo per 6 minuti, ma poi, cosa ha ottenuto? Quanti altri bambini dovrebbero parlare al congresso delle Nazioni Unite per vedere il loro futuro migliorare? A cosa serve applaudire se poi non si agisce e non si fa nulla per poter camminare a testa alta e guardare dritti negli occhi i bambini che chiedono aiuto?
Una formica in mezzo al deserto può fare ben poco da sola, ma se non comincia, come si può sperare che a lei se ne possa unire un'altra, e un'altra e poi un'altra ancora?
Se non si comincia non si arriva a perseverare, e solo perseverando e sostenendo strenuamente le proprie idee si cambia qualcosa, ma se si parte scoraggiati si rimane al punto di partenza.
Questo discorso è riferito a ieri, è riferito a oggi, dovrà essere attuale anche domani?
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